Ancora sulla Multipla del ’98

Poi non ne parlo più, davvero. A meno che non mi ci tiriate voi (e questa è una minaccia ! ;).

Il 49% dei lettori di quello che scrivo qui (un altro 50% è costituito da chi scrive, cioè io … per intenderci) mi ha confessato di essere stato”destabilizzato” dal pensiero che un architetto possa essersi espresso positivamente sul design della Fiat Multipla del ’98.
A beneficio del rimanente 1% di lettori di questo blog (?!) riporto quello che ho argomentato.
Destabilizzare. In generale ritengo che non sia in assoluto sempre negativo.
Mi spiego: destabilizzare senza mai perdere l’equilibrio secondo me è importante per capire se l’immobilismo che a volte utilizziamo per mantenere l’equilibrio non ci abbia in effetti tagliato fuori dal resto del mondo. Ovvero, si può rimanere in equilibrio anche sporgendosi per guardarsi attorno, senza cadere ovviamente e comunque sempre sapendo che spostandosi di un passo l’equilibrio può essere recuperato. Altrimenti si rischia di rimanere immobilizzati nel timore di perdere l’equilibrio.
Nel merito: ammetto che nello specifico non conosco la reale storia del design della prima Fiat Multipla del 1998, ho sentito anche io più volte (in 11 anni di Multipla) la storia che vorrebbe attribuire il tratto più originale del design della Fiat Multipla del ’98 al fatto che i progettisti del muso non essendosi parlati con quelli della coda si sarebbero trovati con un parabrezza altro ed un cofano motore basso e per risolvere il problema si sarebbero inventati il vituperato “salsicciotto”.
Resto convinto che sul piano del design, quello della Multipla del ’98, non sia un esperimento del tutto sbagliato ed abbia un suo valore intrinseco anche se va delimitato ad un oggetto che ha trovato una sua collocazione funzionale in una nicchia di mercato troppo piccola (soprattutto perché la vettura in sé era legata al suo utilizzo a metano, cosa che non può essere considerata separatamente dagli altri aspetti che ne compongono il design di insieme).
La Multipla del ’98 secondo me va giudicata come tentativo unico di ridefinire una particolare categoria di mezzi di trasporto, forse non del tutto riuscito certo, ma pur sempre interessante, va inserita in una categoria estetica che definirei più affine alle carrozze di altri tempi, ad un “cocchio” appunto, un concetto di trasporto diverso da quello comunemente più diffuso in quel periodo (oggi, 20 anni dopo le cose stanno cambiando su entrambi i fronti sia quello dell’oggetto che quello dei fruitori).
Dopodiché il fallimento dell’esperimento Multipla ha ragioni diverse e assai più triviali della questione design, o meglio, è forse proprio dal successivo tentativo di ricondurne forzatamente il design entro categorie più tradizionali di design automobilismo, che ha definitivamente avviato la Multipla, nel suo restyling del 2004, sul viale del suo tramonto.
Proprio quel restyling così banalmente appiattito sulle necessità del marketing, ha trasformato un originale esperimento in una banale ed anonima automobile senza alcun carattere estetico, una sorta di ibrido tra una brutta Bravo prima serie ed un altrettanto brutto Fiorino o Ducato che si voglia. A quel punto le vendite si sono rette solo sull’aspetto della economicità di esercizio, visto che il design aveva perso qualsiasi elemento di originalità e di distinzione, precipitandolo nell’anonimato dei modelli falliti come la Palio o la Duna, utilitarie fallite dal design insignificante, disegnate (come il restyling della Multipla nel 2004) senza alcun entusiasmo evidentemente da tecnici annoiati e demotivati che nulla di più hanno fatto se non svolgere al minimo il compito loro affidato.
Forse quell’esperimento (quello compiuto con il design del ’98 che nulla ha a che fare con quello ibrido ed incoerente del 2004) sarebbe stato comunque destinato a fallire: troppo legato all’utilizzo a metano (distribuito in zone troppo limitate per un mercato già globalizzato).
La Fiat Multipla del ’98 non era nemmeno una utilitaria nel senso compiuto del termine, era infatti certamente molto di più, sia nelle funzionalità che negli spazi messi a disposizione.
Altrettanto certamente era anche affetta da molti inaccettabili difetti che più del design originale ne hanno poi decretato il fallimento, difetti sempre legati alle scelte di marketing della Fiat di quel periodo. I materiali utilizzati erano di pessima qualità, la precisione degli accoppiamenti tipicamente inferiore alla madia del periodo quando i marchi concorrenti sfornavano Automobili tecnicamente giù molto più sofisticate, anche l’ingegnerizzazione e la industrializzazione del prodotto non erano ormai più accettabili in termini di qualità.
Resta il fatto che l’idea di base era molto interessante ed avrebbe meritato di essere sviluppata e a me sarebbe piaciuto vedere come si sarebbe potuta evolvere arrivando fino oggi quando il concreto affacciarsi sul mercato di nuove sensibilità ambientali e necessità economiche differenti introducono un necessario adeguamento anche del design.
Sono convinto che il restyling del 2004 sia stato una delle cause principali del fallimento della Fiat Multipla del ’98, basta guardare la vettura da dietro e poi da davanti, risulterà evidente che si tratta di una “pezza” messa giù in fretta, sulla base di valutazioni superficiali che hanno attribuito al design originale della prima serie le cause di un mancato decollo delle vendite che invece andavano cercate altrove. Il primo design era invece assai coerente, ma si è dato peso a valutazioni estetiche superficiali, addossando la colpa del limitato successo del progetto Multipla al “salsicciotto” solo perché era inusuale e costituiva una particolarità ma che era anche il segno distintivo di una propria originalità.
Ma perché non si poteva guardare ?
Probabilmente proprio perché nessuno aveva mai messo i fari (le lanterne ?) in quella posizione, ovvero costituiva una novità rispetto ai canoni estetici stereotipati dell’automobile come status symbol muscolosa e virile, canoni quindi ovviamente non compatibili e non applicabili all’idea di veicolo che il design originale della Multipla voleva introdurre.
Ora, se qualcun altro si prenderà la briga di leggere queste righe, potrebbe a ragione obiettare sul fatto che in fin dei conti, se i problemi fossero in effetti solo quelli relativi all’antitesi tra automotive design e vehicle design, allora, tutto sommato, andremmo assai bene. Purtroppo la realtà attuale non è tuta qui e abbiamo certamente problemi più seri concreti ed urgenti da affrontare e discutere.
Penso però che tra le cause di questi problemi reali e concreti, ci sia proprio la ormai diffusa incapacità di affrontarli in modo sincero ed “equilibrato” come forse si riesce ancora a fare su temi certamente più leggeri. Temo che si stia perdendo la capacità di riflettere sulle cose importanti ed impegnarsi nell’approfondimento e nella valutazione critica delle informazioni in cui siamo immersi, restando solo legati alla superficie ed agli slogan urlati dal “leader” di turno.
Un saluto e buona giornata a chi è arrivato fino a qui !
Stefano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...