Pensieri in libertà in una mattina di agosto

Rifletto.

Rifletto su cose che non ho verificato ma che comunque mi danno da pensare.

Rifletto sulle due tragedie di lunedì scorso.

Rifletto sul fatto che tutto sommato a Bologna i soccorsi (che sono pubblici: ambulanze, vigili del fuoco, polizia e carabinieri, e protezione civile) hanno funzionato, e soprattutto nei primi minuti sono valsi (non senza sacrifici di singole persone che hanno “semplicemente” fatto il loro dovere) a evitare un bilancio umano che potenzialmente avrebbe potuto essere ben peggiore.

Rifletto sui corpi lasciati tra i rottami di un furgoncino accartocciato sotto gli occhi di chi forse per mestiere forse per altro che non voglio sapere, comunque non si è lasciato scappare l’occasione di fotografare e filmare la carneficina, salvo poi vederla pubblicata con le opportune bollinature per evitare di essere troppo “crudi” (o forse crudeli ?).

Due pesi e due misure ?

Forse no, forse solo coincidenze; o forse sì ?

Forse siamo abituati a dare per scontato l’intervento dell’ambulanza e dei Vigili del Fuoco, ma non ci sfiora la consapevolezza che altrove non è così e anche qui da noi non fu sempre così, che non è detto che sarà sempre così e che se vogliamo che sia così anche quando saranno i nostri figli o nipoti ad averne bisogno (anche no, ovviamente… ma chi può saperlo ora?) dobbiamo fare in modo che le conquiste fatte nel tempo e con i sacrifici (di altri prima di noi) non diventino solo abitudini ma valori per i quali impegnarsi di persona, ciascuno per come può, magari anche solo con meno inutili critiche e un po’ più di impegno personale, anche solo per “conoscere” e capire.

Forse, mentre diamo per scontato ed assodato che ambulanze e pompieri devono esserci e devono intervenire in tempi brevi e in modo efficace, diamo anche per scontato che quando andiamo al supermercato, i pomodori devono essere italiani, devono essere freschi e devono costare poco, anzi meglio pochissimo e non pensiamo minimamente a quali privatissime speculazioni ci stanno dietro; dalle società private della grande distribuzione che fissano i prezzi delle merci in base a logiche di mercato e (forse) di libera (?) concorrenza (comunque non in base al valore del prodotto e certamente non in base al valore delle vite e del lavoro che c’è dietro a ciascun pomodori); alle organizzazioni criminali che senza alcuno scrupolo speculano sul lavoro altrui, dove “altrui” normalmente non implica persone ma solo cose o animali, perchè quelle che dovrebbero essere considerate persone non sono in grado neppure di far valere questo minimo semplice e fondamentale diritto: quello di essere considerate persone.

Sarà perché vedere le immagini dei lavoratori neri che raccolgono i pomodori mi ha ricordato che non molto tempo fa (non sono né decrepito ne centenario) per prendere i pomodori che servivano per fare la conserva, non andavo al supermercato, ma andavo con il nonno in bicicletta nei campi a “spigolare” i pomodori rimasti sulle piante dopo il raccolto e tornavamo a casa con una sporta di plastica per manubrio piena di pomodori; e non ero triste o vergognoso perché “è roba da poveri” ma ero contento perché avevo passato una giornata con i nonni a raccogliere i pomodori e a fare la conserva.

Non era certamente cosa di cui vergognarsi nelle nostre campagne, ma un modo per non sprecare “quel ben di Dio”.

Non era questione di essere poveri o ricchi ma questione di saper dare valore alle cose, al tempo e alle persone.

Ora, ricordata con la testa di un adulto, una grande e ormai perduta opportunità educativa, rimpiango quel mondo, ma nel modo in cui rimpiango di non essere più quel bambino in bicicletta dietro a nonno che mi incitava dicendomi “ Stefano, arcôrdet sèmper che par magnêr bisógna gramêr ! … grêma che se nó a fèn not’ !” (Traduco per gli extra bolognesi: “ Stefano, ricordati sempre che per mangiare bisogna “pedalare” … pedala, che se no facciamo notte !) … e io pedalavo ! E ne ero contento !

So anche che tutto ciò non ha apparentemente un nesso diretto ma che sono solo riflessioni di una mattina di agosto … e forse non interessano nessuno o forse a qualcuno si e magari non è d’accordo oppure ha avuto sensazioni simili o ricordi analoghi …

Stefano

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